Scoglio L'ariana

Lo chiamano “Mal dell’Ariana” e colpisce solo alcuni dei visitatori che sbarcano a Salina, nel Tirreno Meridionale, non lontano da Capo Milazzo. E’ una sorta di malia paragonabile al “Mal d’Africa”, un qualcosa che s’insinua lentamente, ma inesorabilmente, nelle vene per non lasciarti più.

Per essere aggrediti da questo “male” bisogna essere sensibili, sensuali, romantici: occorre struggersi davanti alla bellezza pura, saper godere silenziosamente della contemplazione del perpetuo scorrere del mare che a Rinella di Salina è color indaco, con sullo sfondo le coste siciliane sormontate dalle vette dell’Etna e più a destra e a sinistra le bruno-rossastre scogliere e faraglioni di Lipari, Vulcano, Filicudi ed Alicudi: quindi non il nevrotico e rumoroso scorrere del tecnologico mondo che abbiamo lasciato nelle nostre città, ma il placido andare di una vita a dimensione uomo e donna.

E’ solo dalla fusione fra natura autentica e comfort non violento che nasce l’incanto.
Ed allora: Natura sì nel senso che dalla portafinestra del patio della vostra stanza non dovete fare più di dieci metri per tuffarvi nel mare più blu, più terso e anche più dolcemente caldo e profumato che si conosca in tutto il Mediterraneo. Ed ancora natura sì perchè dovunque il vostro sguardo corra incontra solo blu marino incontaminato, immacolati scorci di altre isole vulcaniche, oppure incontra il verde delle pendici delle due montagne che formano Salina, la Didyme degli antichi greci, l’isola dalle montagne gemelle.